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Oggi è con noi Alessandro Ciceri, meglio conosciuto come Alessandro Wizz. Moto viaggiatore e amante dell'inverno che ci racconta come è nata la sua passione per i viaggi, il paese che ha visitato che più lo ha stupito e quali sono gli accessori irrinunciabili per  affrontare al meglio ogni partenza.



In quale anno hai iniziato a viaggiare in moto?
Nel 2010, dopo 4 anni che andavo in moto, partii per il mio primo viaggio, e fu particolare per due motivi: percorrevo per la prima volta tanti chilometri su strade completamente nuove, e non è difficile trovarne dalla Romagna alla Sicilia! Eravamo in due, ma forse sarebbe meglio dire "uno e mezzo": la mia ragazza dell'epoca mi raggiunse a Catania in aereo. Esplorammo l'isola insieme, ma nei 4 giorni passati in solitaria per percorrere i 2.400 chilometro di andata e ritorno, ho avuto l'occasione di godermi una componente fondamentale dei viaggi in moto: il tempo passato insieme a se stessi e null'altro.


Come è cambiato il modo di viaggiare in moto nel corso degli anni?
Il mondo cambia velocemente, e viaggiando lo si nota meglio. Dopo 10 anni mi rendo conto che ho molta più fiducia nel prossimo, così è cambiato totalmente il mio rapporto con gli sconosciuti che, inevitabilmente, incontro sulla mia strada, e perché no, anche con le persone con cui si è costretti a dialogare per organizzare i pernottamenti: una volta erano soprattutto i dipendenti delle strutture alberghiere, ora invece sono le numerose persone che si offrono di ospitarmi lungo il percorso.


Qual’è il paese visitato che più ti ha stupito?
Mi è capitato di partire per attraversare un paese enorme, che mi immaginavo desertico e pianeggiante, per raggiungere una regione più secondaria che morivo dalla voglia di esplorare a fondo, e di trovarmi poi, inaspettatamente, a investire i primi giorni di viaggio alla scoperta delle strade nascoste nel verde delle montagne. Questo paese è la Turchia: una meraviglia da scoprire chilometro per chilometro!

 

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Parlaci di come inizia la programmazione di un viaggio adventure in moto.
Tutto parte dall'ispirazione: un libro, un film, una storia. Spesso a noi motociclisti basta molto meno, come ad esempio venire a conoscenza di un passo di montagna bellissimo, raggiungibile con la propria moto. E ci sale la voglia di andarci, anche se è dall'altra parte del mondo. Da lì inizia il processo irreversibile della ricerca di informazioni sugli stati da attraversare, sui documenti necessari, sulle decine di migliaia di chilometri da percorrere e qui viene il bello: quando si sceglie la strada da seguire, andando così a definire quello che sarà il proprio unico viaggio.

Quali sono gli imprevisti più frequenti durante un viaggio?
Spesso si ha il timore di poter incorrere in forature, guasti meccanici, aggressioni da banditi, poliziotti corrotti. Tutte problematiche associate a persone e cause esterne a noi e quindi imprevedibili. La maggior parte degli imprevisti che ho dovuto affrontare è invece stata causata proprio da me stesso. In primis, definire l'itinerario con superficialità, senza verificare bene le strade da percorrere o senza riportarle accuratamente sul navigatore o roadbook, con la conseguenza di trovarsi in punti non transitabili oppure di non sapere più dove andare. L'altro errore più comune è quello di sbagliare strada, senza rendermene conto, allungando così il tragitto o peggio perdendomi. E quando si ha una moto stradale bella carica, in mezzo a strade sterrate in piena montagna, non è bello!

Come allestisci la tua moto per un lungo viaggio?
Negli anni ho studiato a fondo cataloghi e assortimenti di decine di aziende e credo di aver trovato quello che per me è l'allestimento perfetto! Innanzitutto le borse: due rigide laterali, in alluminio, a riempimento dall'alto, così da poter gestire al meglio il contenuto. Poi due borse mordide, una da tenere sul serbatoio per tutte le cose utili a portata di mano, e una da poter montare sulla sella passeggero dove tenere tutto ciò che va scaricato per ogni pernotto: abiti, materiale da bagno, ecc. Anche il reparto tecnologico è molto importante per me: non esco mai senza il navigatore per poter studiare strade nuove ed eventualmente salvarle per tornarci, così come non può mai mancare un buon interfono nel mio casco, sia per parlare al telefono o con i compagni di uscita, sia per ascoltare un po' di musica nelle uscite in solitaria.

Ringraziamo Alessandro e vi ricordiamo che anche voi potete seguirlo sui suoi canali social per non perdere le sue avventure:

INSTAGRAM  @wizz_inwiaggio

FACEBOOK @InWiaggio


 

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